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  • Andrea Bogoni

Il dio delle grandi auto.


Il marchio Leica. Oltre l'obiettivo.

La passione per l’auto Sergio l’aveva nel sangue, non poteva essere altrimenti per il figlio di Battista Farina, detto “Pinin”.

All’inizio degli anni ‘60 il design concepito dalla carrozzeria di famiglia era già considerato il non plus ultra: la Cisitalia 202 per esempio fu la prima vettura ad essere esposta permanentemente in un museo di arte moderna, il MoMA di New York.

Cisitalia 202

Nell'immagine la Cisitalia 202 esposta permanentemente al MoMA di New York.

Già allora la Carrozzeria Pinin Farina era così affermata che quando il padre di Sergio inoltrò richiesta per modificare il proprio cognome in Pininfarina fu direttamente il Presidente della Repubblica ad occuparsi del caso. Non proprio la prassi burocratica standard in Italia.

Per il giovane Sergio, appena laureato in ingegneria meccanica e subito entrato a far parte della celebre azienda di famiglia, non deve essere stato semplice ritagliarsi uno spazio a fianco di un padre dalla personalità così forte. Eppure, quando nel 1951 Battista Farina incontrò Enzo Ferrari per discutere le premesse della storica collaborazione, Ferrari firmò l’accordo con la clausola che fosse proprio Sergio a mantenere le relazioni fra le due aziende. E così il giovane Sergio si ritrovò a gestire la più prestigiosa e fruttuosa cooperazione mai esistita in ambito automobilistico.

Il padre Battista ed Enzo Ferrari erano notoriamente due primedonne, si dice invece che il giovane Pininfarina avesse una personalità energica ma affabile, una certa dose di umorismo e una spiccata empatia, doti che insieme all’indiscusso talento devono aver contribuito a rendere il connubio Ferrari-Pininfarina tanto solido quanto rinomato.

Fu il giovane Sergio a convincere Enzo Ferrari a costruire una piccola sportiva a motore centrale-posteriore. A scriverlo sembra quasi di sentire il trasporto col quale doveva aver parlato al “Drake” che di motori a soli sei cilindri sulle sue auto non voleva sentir parlare, e tantomeno in posizione posteriore. Alla fine però Enzo cedette, lasciando a Sergio la progettazione della carrozzeria e al figlio Alfredo, detto "Dino", la parte motoristica. Ne risultò una delle più amate Ferrari di sempre, la Dino.

Il design Pininfarina si distingue da sempre per armonia, semplicità e proporzione. A Sergio si deve il design di quasi tutte le Ferrari uscite da Maranello dalla metà anni ‘60 fino ai primi anni 2000, incluse le iconiche 308 GTB, 288 GTO, Testarossa, F40 ed Enzo. Per decenni l’azienda torinese fu de facto il dipartimento design di Ferrari, ma il suo marchio fregiò le carrozzerie di molti altri costruttori fra cui Alfa Romeo, Fiat, Maserati, Rolls-Royce, Cadillac, Bentley, Volvo e Peugeot.

Sergio fu geniale designer, leader ispirato e persona dalla modestia ammirevole. La sua auto preferita pare fosse la Dino.

Dino 246 GTS

Dino 246 GTS | 1969 - '74

Ferrari 288 GTO

Ferrari 288 GTO | 1984 - '87

Ferrari Testarossa

Ferrari Testarossa | 1984 - '96

Ferrai F50 credits artandrevs.com

Ferrari F50 | 1995 - '97 | Photo credits artandrevs.com

Ferrari Enzo

Ferrari Enzo | 2002 - '04

Ferrari Sergio (prototipo)

Ferrari Sergio | 2013 | Prototipo realizzato come tributo a Sergio Pininfarina in seguito alla sua scomparsa nel 2012.

 

Crediti: - Illustrazione in copertina di Bauer Artwork

- Traduzione inglese di Paris Nobile

Link:

- Pininfarina.it

Letture: - “Pininfarina. Masterpieces of Style”, Luciano Greggio - “The ultimate history of Ferrari”, Brian Laban - “Dino. The ultimate Ferrari”, Brian Long